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Autovelox
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L'mwcwautovelox (mwdamarchio registrato dell'azienda mwdqfiorentina mwdgSodi Scientificacite-ref-1[1]cite-ref-2[2]), mwfwvelox o mwgarilevatore di velocità, è un dispositivo utilizzato in mwgqItalia per il rilevamento della mwggvelocità dei veicoli su mwgwstrada, e può essere di tipo fisso o mobile.
Contents
• Storia
• Sanzioni
• Critiche
• Note
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Storia
Il primo modello di misuratore di velocità, prodotto dall'azienda mwhwtedesca mwiaTelefunken, fu messo a punto, prodotto in serie e installato sulle strade della Germania a partire dal 1957.
La commercializzazione degli Autovelox in mwigItalia è cominciata nel mwiw1972, come attrezzatura destinata alle mwjaforze dell'ordine, in particolare mwjqPolizia stradale e mwjgPolizia Municipale, per la rilevazione del superamento dei mwjwlimiti di velocità sulle strade.
Nel tempo, per antonomasia, il marchio registrato mwkqAutovelox è divenuto genericamente un mwkgsinonimo di "misuratore di velocità dei veicoli" o "velocimetro".
Tipi di autovelox
Esistono diversi tipi di autovelox, classificati in base al funzionamento.
Apparati a fotocellule
Gli autovelox a mwlwfotocellula sono i più diffusi.
Dispongono solitamente di due fotocellule mwmqlaser: il passaggio della testa di un veicolo attraverso il fascio della prima cellula, interrompendolo, dà inizio al rilevamento facendo partire un mwmgtemporizzatore, mentre il passaggio attraverso il secondo fascio blocca il timer. Conosciuta la distanza tra le due cellule, la velocità è calcolata in funzione del mwmwtempo impiegato ad attraversare i due fasci mwna v = s t {\displaystyle v={s \over t}} . Se la velocità rilevata supera il valore impostato, l'apparecchio provvede a scattare una mwnqfotografia del veicolo, che nei modelli attualmente in commercio è in formato digitale.
Gli apparecchi a fotocellula sono adoperati negli mwowautobox, postazioni fisse metalliche situate ai bordi della carreggiata in posizioni che devono essere tali da risultare visibili agli automobilisti, oppure in postazione mobile su tripode o all'interno dell'auto di pattuglia della forza di polizia che li impiega. Le infrazioni registrate dalle postazioni fisse sono raccolte a intervalli regolari da operatori di polizia che accedono all'apparecchio e ne prelevano i dati, che sono elaborati in ufficio.
I sistemi più avanzati, grazie alla rilevazione di immagini digitali, possono trasmettere in via telematica dati e immagini a un computer centrale, situato ad esempio presso il comando delle forze dell'ordine, ed essere installati su ambedue i lati della strada, così da permettere il posizionamento anche in postazione fissa fra due carreggiate. Per procedere alla contestazione immediata dell'infrazione, l'autovelox può trasmettere le immagini rilevate a una pattuglia posta a valle del punto di rilevazione, mediante un sistema senza fili.
Va notato che gli autovelox definiti "fissi" poiché ospitati all'interno di queste postazioni non sono necessariamente fissi: spesso gli apparati vengono spostati tra una postazione all'altra, lasciando i contenitori vuoti (ovviamente dall'esterno non c'è modo di comprendere se un box effettivamente contiene o meno il dispositivo di rilevazione nel momento in cui si transita nelle vicinanze).
Apparecchi laser
Gli apparecchi laser sono solitamente tenuti in mano dall'operatore e puntati sui veicoli dei quali si vuole esaminare la velocità.
Telelaser
Per il loro funzionamento viene utilizzato un fascio laser ad alta mwrgfrequenza, emesso dal telelaser, e un sensore ottico integrato che rileva il segnale di ritorno generato dalla riflessione del laser sulla carrozzeria del veicolo.
Per determinare la velocità si utilizzano due differenti tecniche:
• alcuni strumenti sfruttano l'mwsgeffetto Doppler, in quanto il fascio laser emesso viene riflesso con una frequenza modificata in funzione della velocità del veicolo puntato;
• altri modelli calcolano invece la velocità dell'automobile derivandola dalla misura della distanza del veicolo, ottenuta dalla formula della mwtacinematica del mwtqmoto rettilineo uniforme mwtgmwtw d = c ∗ ∗ t {\displaystyle d=c\ *t} , dove mwuamwuq c {\displaystyle c} è la velocità della luce e mwugmwuw t {\displaystyle t} il tempo impiegato dalla luce del laser a percorrere la distanza tra veicolo e rilevatore nelle due direzioni: l'apparato è in grado di misurare la distanza d migliaia di volte al secondo e può dunque, in poche frazioni di secondo, ricavare la velocità del veicolo dalla variazione della distanza misurata nel tempo.
TruCam
Telelasercite-ref-3[3] con registrazione video ad alta risoluzione, che permette il rilevamento della velocità e nel caso si verifichi un'infrazione della limitazione della velocità, anche la verifica della violazione di altre regole della circolazione stradale grazie al video registrato, quale uso di telefoni o mancato uso delle cinture di sicurezza, la registrazione video viene garantita anche in condizione atmosferiche o illuminazione non ottimali, grazie all'uso di uno speciale flash a infrarossi, tale sistema genera una prova documentale molto forte e difficilmente contestabile, tale sistema riesce a garantire un rilevamento fino a mwww320 km/h.cite-ref-4[4]
Apparecchi video
Un'altra tipologia di velocimetri è quella che elabora le immagini di una mwzgtelecamera per calcolare la velocità dei veicoli, da non confondere con il mwzwSICVE, che invece misura la velocità media lungo un tratto di strada.
PASVC
Un dispositivo PASVC (acronimo di Project Automation Speed Video Control) è un rivelatore monodirezionale della velocità istantanea. Le immagini sono riprese da tre telecamere di cui 2 in bianco e nero con infrarossi integrato e una a colori.cite-ref-5[5]
Da inseguimento
I primi sistemi che utilizzano tale tecnica ha come uso principale a bordo delle auto della mwdaPolizia stradale, l'apparecchio rileva la velocità relativa dei veicoli che precedono la pattuglia e la confronta con i dati del mwdgtachimetro di bordo, ricavando la velocità effettiva.
Apparecchi radar
Le onde elettromagnetiche emesse sono riflesse dalla carrozzeria del veicolo in movimento e sono misurate dall'autovelox con una frequenza diversa dalla frequenza delle onde emesse dal radar. La frequenza è minore se il veicolo è in allontanamento rispetto all'autovelox e maggiore nel caso contrario, si veda l'effetto Doppler-Fizeau. La differenza di frequenza è la base per il calcolo della velocità da parte del microprocessore.
Questi apparati di controllo della velocità sono diventati nel tempo molto precisi (errore medio 1%) potendo filtrare le frequenze delle onde riflesse da altri ostacoli interposti tra il veicolo e l'autovelox radarcite-ref-6[6]. Le onde riflesse che possono influenzare la misura sono quelle riflesse dal suolo e dalle superfici metalliche utilizzate nell'arredo stradale.
mwgwLe caratteristiche di un autovelox radar sono:
• campo di misura mwhg3-250 km/h;
• accuratezza, errore medio 1%, massimo 3%;
• utilizzabile in tempo di notte con illuminatore IR;
• riprese posteriori del veicolo e anteriori con software di oscuramento lunotto per preservare la riservatezza degli occupanti;
• applicazione in modalità temporanea o fissa;
• controllo della velocità in modo non invasivo.
In Italia i misuratori di velocità a tecnologia radar, conosciuti come mwjqMultanova, furono i primi a essere installati nel nostro Paese fin dagli anni settanta, ma sono stati definitivamente soppiantati dagli Autovelox.
SICVE o Safety tutor
Il mwkqSICVE (Sistema informativo per il controllo della velocità), detto anche mwkgSafety tutor, è un dispositivo sviluppato e brevettato da mwkwAutostrade per l'Italia e gestito dalla mwlaPolizia stradale, che pur rilevando gli eccessi di velocità, si distingue nettamente dai classici autovelox in quanto rileva la mwlqvelocità media dei veicoli.
Il veicolo in transito, il cui passaggio viene rilevato attraverso due spire annegate nell'asfalto, viene fotografato all'inizio del tratto controllato dal SICVE da apposite fotocamere installate su un "pannello messaggi". Il sistema memorizza la foto, la data e l'ora del passaggio e la targa del veicolo, estrapolata dall'immagine. All'altezza del punto di controllo finale, il veicolo viene nuovamente fotografato con data e ora. Il sistema associa quindi le due rilevazioni in base alla targa e calcola il tempo impiegato dal veicolo per percorrere il tratto controllato: se la velocità media del veicolo è minore o uguale al limite massimo, le due foto vengono scartate dal sistema; le foto rimanenti sono quelle di chi ha viaggiato a una velocità media superiore al limite.
Attualmente il SICVE è utilizzato in larga parte in Italia sulle mwmaautostrade, nelle quali controlla un tratto autostradale tra i 15 e i mwmq20 km. È utilizzato inoltre per il rilevamento della velocità media su un breve tratto della mwmgstrada provinciale 8 Via del Mare (SP 8) alle porte di Roma. Dal febbraio mwmw2009 è attivo anche sulla mwnaTangenziale di Napoli, su entrambe le carreggiate di marcia tra le uscite di Corso Malta e di mwnqPozzuoli - ove vige il limite di velocità imposto a mwng80 km/h - e nel tunnel della mwnwSecante di Cesena - dove il limite è mwoa90 km/h. Nella città di mwoqTorino un sistema simile viene utilizzato su entrambe le carreggiate di corso Regina Margherita per la rilevazione della velocità istantanea, tramite un sensore per ogni corsia.
Normativa
In Italia
La legge italiana prescrive che tutte le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, con l'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosicite-ref-7[7]. A differenza di quanto prevedeva la normativa precedente, le disposizioni introdotte dal decreto-legge n. 117/2007 impongono l'obbligo di pre-segnalazione non solo per le postazioni di controllo fisse, ma anche per quelle mobili (i controlli effettuati con il telelaser), perciò anche in caso di contestazione immediata. Restano esclusi dall'obbligo di presegnalazione soltanto i "dispositivi di rilevamento mobili destinati a misurare in maniera dinamica la velocità" (cioè quelli installati a bordo dei veicoli di servizio).
Cartelli e segnaletica di preavviso
È necessario che il segnale di preavviso sia posizionato a una distanza tale da poter essere visto per tempo e comunque non superiore a mwsw4 km dal luogo di effettivo controllo. Le distanze minime sono quelle indicate nel regolamento attuativo dell'art. 39 del Codice della strada per i segnali di prescrizione, ovvero 250 metri sulle autostrade e strade extraurbane principali, 150 metri sulle strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento (con velocità superiore a mwta50 km/h) e 80 metri sulle altre strade. L'avviso deve poi essere ripetuto dopo ogni intersezione stradale, in modo che tutti i conducenti siano egualmente informati. Per essere validi, i cartelli di segnalazione del posto di controllo devono riportare una frase chiaramente indicativa della situazione, come "controllo elettronico della velocità" oppure "rilevamento automatico della velocità", e devono essere del colore di fondo proprio del tipo di strada sul quale sono installati (bianco nei centri abitati, blu nei percorsi extraurbani, verde in autostrada).
Tali prescrizioni sono state confermate anche dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 11131 del 13 marzo mwtg2009.
Vi è una circolare del Ministero degli Interni che fissa la distanza minima tra il segnale che fissa il limite di velocità e la postazione di rilievo, sulle strade extra-urbane, in almeno un chilometro.cite-ref-9[9] Tuttavia il Decreto ministeriale 282/2017 dopo aver richiamato le disposizioni dell’art. 25, comma 2, della legge n. 120/2010 precisa che la distanza di un chilometro ivi prevista vale solo in caso di controllo a distanza delle violazioni e sulle strade in cui il limite imposto è diverso da quello fissato, in linea generale, per la categoria di strada, ovvero, in particolare, per la categoria di veicolo.
Approvazione e omologazione
Tutte le apparecchiature in uso devono essere debitamente prima approvate dal mwvgMinistero delle Infrastrutture e dei Trasporti e successivamente omologate , al fine di attestare la rispondenza a requisiti minimi di accuratezza di misura della velocità nonché che il modello di apparecchio sia tecnicamente adeguato.cite-ref-10[10] Il mwwwCodice della strada prevede, in via generale e ove possibile, la contestazione immediata dell'infrazione con alcune eccezioni, fra cui l'accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento che consentano la determinazione dell'illecito in tempo successivo poiché il veicolo oggetto del rilievo è a distanza dal posto di accertamento o comunque nell'impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari. Qualora l'accertamento avvenga su alcuni tipi di strade e mediante rilievo con apparecchiature approvate per il funzionamento in modo completamente automatico, in postazione fissa, non è nemmeno necessaria la presenza degli organi di Polizia stradale.
In tema di taratura delle apparecchiature per il rilevamento della velocità, la Corte Costituzionale con la sentenza n. 113/2015 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 45, comma 6, del Codice della Strada, “mwxqnella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura”. La sentenza della Corte Costituzionale estende l’obbligo di taratura periodica anche degli autovelox mobili al fine di garantire una maggiore attendibilità della rilevazione.
La dichiarazione di conformità dell'apparecchiatura rilasciata dal costruttore, la relazione di installazione redatta dall'impresa che ha eseguita tale attività, nonché il rapporto di taratura emesso dal laboratorio che l'ha verificata (sul posto), devono essere resi disponibili a chi abbia commesso l'infrazione rilevata con il sistema. Il rapporto di taratura deve esplicitamente riportare l'accettabilità dei valori rispetto alla specifica di legge (elemento indispensabile dato che l'accuratezza e la precisione della misurazione determinano il risultato del confronto con i limiti di velocità del tratto stradale interessato e, soprattutto, la relativa tolleranza).
L'approvazione e taratura dell'apparecchio sono procedure diverse dall'omologazione del modello di apparecchio, svolte con finalità diverse.
Sentenza Cassazione illegittimità
La mwygCorte di cassazione, attraverso l'ordinanza 10505/2024 del 18 aprile 2024, ha dichiarato che sono nulle le sanzioni elevate dalle apparecchiature approvate dal Mit ma non omologate dal Misecite-ref-11[11].
La Suprema Corte ha ritenuto illegittima l'interpretazione sostenuta da diverse amministrazioni che equiparava di fatto le due procedure, cioè l'omologazione e l'approvazionecite-ref-12[12]
In pratica, l'approvazione e la taratura sono procedure diverse da quella di omologazione, anch'essa esplicitamente e specificatamente richiesta dalla legge e comunque di responsabilità di un ministero diverso da quello che approva l'apparecchio (l'approvazione non è una validazione tecnica come l'omologazione ma un semplice via libera amministrativo).
Nel frattempo il ministero competente ha prima emesso in bozza e poi ritirato un decreto per sanare la questione della mancata omologazione della gran parte delle apparecchiature installatecite-ref-13[13]. Questo anche perché, successivamente alla sentenza citata, sono pervenuti alle amministrazioni responsabili dei tratti stradali una enorme mole di ricorsi e alcune hanno deciso di spegnere gli impianti sino a quando la carenza legislativa non sarà colmata.
Il 29 novembre 2025, al termine del censimento operato dalle amministrazioni locali (D.M. n. 367 29 settembre 2025 che ha istituita la piattaforma di registrazione amministrativa di tutto il territorio nazionale, con esito obbligatoriamente pubblico per la prima volta), il MIT ha messo on line sul suo sito web l'mw2welenco degli apparati inseriti. Qualsiasi sanzione elevata da un impianto non presente nell'elenco (anche se non si fosse semplicemente censito per ritardo o negligenza dell'ente pubblico) è automaticamente nulla e comunque devono essere spenti d'ufficio. In questa occasione in una nota il mw3aCodacons ricorda che "quasi il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili, oltre a non essere omologato, è stato approvato prima del 2017, data che fa da spartiacque in tema di omologazione e possibile utilizzo degli apparecchi, con conseguente valanga di ricorsi da parte degli automobilisti multati”. Ovviamente, un autovelox censito e quindi presente nel registro pubblico non è detto che sia omologato (alla data di pubblicazione la maggior parte non lo sono): infatti, il censimento è stato necessario proprio come fase preliminare per procedere con il chiarimento normativo atteso (approvazione vs omologazione). Da notare che le amministrazioni dovranno modificare i dati nella piattaforma in modo che l'elenco sia sempre aggiornato.
Sanzioni
Sanzioni in vigore dal 1º gennaio 2011 con l'attuazione del D.M. 22/12/2010:
All'atto della rilevazione, è necessario decurtare dalla velocità rilevata una mw4atolleranza pari al 5% della velocità rilevata (non inferiore a mw4q5 km/h). Se la velocità risultante eccede il limite vigente sulla strada, si applicano le seguenti sanzioni (art 142):
• per chi supera il limite massimo di non oltre mw5a10 km/h, sanzione amministrativa da 39 e 159 mw5q€ e nessuna decurtazione dei punti dalla patente di guida.
• per chi supera il limite massimo di oltre mw5w10 km/h, ma non di oltre mw6a40 km/h, sanzione amministrativa da 159 a 639 mw6q€ e decurtazione di 3 mw6gpunti patente.
• per chi supera il limite massimo di oltre mw7a40 km/h, ma non di oltre mw7q60 km/h,sanzione amministrativa da 500 a 2.000 mw7g€, decurtazione di 10 mw7wpunti patente nonché ritiro e sospensione della stessa da 1 a 3 mesi con il provvedimento di inibizione alla guida del veicolo, nella fascia oraria che va dalle ore 22 alle ore 7 del mattino, per i 3 mesi successivi alla restituzione della patente di guida (identica la sanzione in caso di conducente mw8aneopatentato).
• per chi supera il limite massimo di oltre mw8g60 km/h, sanzione amministrativa da 779 a 3.119 mw8w€, decurtazione di 10 mw9apunti patente nonché ritiro e sospensione della stessa da 6 a 12 mesi (in caso di conducente mw9qneopatentato sospensione da 6 a 12 mesi).
I punti decurtati dalla patente sono raddoppiati nel caso in cui il titolare l'abbia conseguita da meno di 3 anni. Per tutti i conducenti di veicoli indicati alle lettere b), e), f), g), h), i) e l) del comma 3 dell'art. 142 la sanzione è raddoppiata (art. 142, c. 11). Per tutte le sanzioni pecuniarie citate è sempre ammesso il pagamento in misura ridotta del minimo edittale (la sanzione minima indicata). Per quanto riguarda la durata della sanzione accessoria (sospensione della patente di guida), dipenderà dalla gravità e delle conseguenze dell'infrazione commessa ed è a discrezione del prefetto (solitamente il minimo in assenza di precedenti).
Fino al mw-a14 dicembre 2024, il superamento del limite di velocità compreso tra 10 km/h e 40 km/h (disciplinato dall'art. 142, comma 8, del Codice della Strada) non prevedeva la sospensione della patente, neppure in caso di recidivacite-ref-14[14].
Con la riforma del mw-gCodice della Strada del 2024 sono previste multe da 173 a 694 euro per chi supera il limite massimo dai 10 a 40 km/orari. Se la violazione avviene in un centro abitato e viene ripetuta almeno due volte in un anno, la multa aumenta (220-880 euro) e può comportare la sospensione della patente da 15 a 30 giorni.cite-ref-15[15]
Fondo contro l'incidentalità notturna
Il D.L. n. 117/07, convertito nella legge n. 160/07, ha istituito il fondo contro l'incidentalità notturna finanziato dallo Stato con 500.000 euro l'anno per il triennio 2007/2009, dedicato a finanziare le attività di contrasto dell'incidentalità notturna (acquisto materiali e attrezzature, finanziamento campagne informative, ecc.).
Originariamente, quindi dall'ottobre 2007, era previsto che a tale fondo confluissero le multe extra di 200 euro che si andavano ad aggiungere a quelle previste per la guida sotto l'effetto dell'alcol, degli stupefacenti e del superamento dei limiti di velocità, quando le violazioni erano commesse dopo le ore 20 e prima delle ore 7.
Dall'8 agosto 2009 il meccanismo è cambiato leggermente: la multa aggiuntiva non è più fissa ma è applicabile nella misura di un terzo di quella originale prevista per la specifica violazione, dopo le ore 22 e prima delle ore 7.cite-ref-16[16]
Decreto interministeriale dell'11 giugno 2024
L'11 giugno 2024 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale dei ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Interno sulle “Modalità di collocazione e uso dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di comportamento di cui all’art. 142 del decreto-legge 285 del 1992”.cite-ref-17[17]
Il decreto vieta l'installazione degli autovelox laddove il limite di velocità è inferiore ai 50 km orari oppure è inferiore di 20 km al limite ordinario e generalizzato previsto per quel tratto di strada (ad esempio nell'extraurbane principali, dove limite e generalizzato è di 110 km orari, l'autovelox può essere installato solo se il limite di velocità è superiore ad almeno 90 km orari). Il decreto Inoltre impone una distanza minima fra due autovelox consecutivi a seconda del tipo di strada e una distanza minima tra il segnale di preavviso e il dispositivo di controllo della velocità.cite-ref-18[18]
Il decreto 2024, che aggiorna la regolamentazione sugli autovelox, è stato esplicitamente presentato dal Mit "decreto contro le multe selvagge", nonché fortemente voluto dal ministro mwarcMatteo Salvini cite-ref-19[19].
Critiche
Le critiche più frequenti relative all'uso dei controlli elettronici della velocità e di altre infrazioni al codice stradale sostengono che non ne verrebbe fatto un uso di tipo deterrente ma esclusivamente repressivo, portando l'argomento all'attenzione del dibattito politico nel 2024, quando sono state introdotte nuove e più stringenti regolamentazioni sull'uso degli apparecchi nonostante critiche e proteste di numerose associazioni di parenti di vittime della strada.cite-ref-20[20]cite-ref-21[21]cite-ref-22[22]
Nelle critiche espresse da alcune riviste e quotidiani del settore si contesta a volte il posizionamento di questi strumenti (in punti ritenuti più "remunerativi" per gli enti locali) e il fatto che verrebbero posizionati in punti non facilmente individuabili dall'automobilistacite-ref-23[23]cite-ref-24[24]cite-ref-25[25].
Dispositivi anti-autovelox
Esistono pratiche legali e illegali per rilevare la presenza degli autovelox o, addirittura, per disturbarne il funzionamento. Le più diffuse sono:
• Mappa degli autovelox: in Italia è nota la posizione di molti autovelox, perché ogni anno riviste e siti web relativi al mondo automobilistico pubblicano legalmente mappe aggiornate dei dispositivi di rilevamento. Le informazioni possono essere integrate nei mwat0software per i mwat4navigatori satellitari, in modo da poter rilevare e segnalare all'automobilista la loro presenza con un congruo anticipo. Alcuni navigatori satellitari sono già provvisti di tali mappe oppure prevedono l'installazione di tali mappe vendute separatamente.cite-ref-26[26] La mwaumPolizia di Stato rilascia settimanalmente un elenco degli autovelox fissi e delle possibili postazioni mobili.
L'elenco delle postazioni degli autovelox mobili in Italia regione per regione viene pubblicato su un'apposita pagina web:cite-ref-27[27]
• Dispositivi di rilevamento (AVX): questi dispositivi tentano di rilevare la presenza degli autovelox esaminando le frequenze radio utilizzate dai vari modelli radar o laser per avvertire in tempo l'utente. In mwausItalia questi dispositivi sono espressamente vietati dalla leggecite-ref-l472-28-0[28].
• Dispositivi mwaveanti-autovelox: sono dispositivi molto sofisticati, in grado di disturbare ed ingannare l'apparecchio durante il rilevamento. Sono efficaci per molti modelli di autovelox, con l'eccezione di quelli a video e il SICVE. Il più popolare negli Stati Uniti è lmwavi'mwavmanti-telelaser: una volta rilevata la presenza di un telelaser, esso emette un contro-impulso laser che mwavqacceca l'apparecchio e gli fa produrre una lettura falsata. Dal proprio canto, il telelaser è in grado di rilevare e segnalare all'operatore quando la misurazione viene alterata in questa maniera. In mwavuItalia questi dispositivi sono espressamente vietati dalla leggecite-ref-l472-28-1[28] (mentre i dispositivi di rilevamento degli autovelox diretti alla sola segnalazione delle postazioni, anche attraverso l’indicazione da parte degli utilizzatori appartenenti alla “community” della dislocazione dei dispositivi, sono perfettamente legalicite-ref-29[29]) in altre parti del mondo come, ad esempio, in alcuni stati degli mwav4USA cite-ref-30[30] sono liberamente in commercio.
Note
cite-note-11. ↑ mwawk(mwawomwawsEN) mwawwmwaw0Scheda, su mwaw4Sodi Scientifica. mwaw8URL consultato il 9 settembre 2023.
cite-note-22. ↑ mwaxmmwaxqmwaxuDecreto di omologazione, su mwaxypiemmenews.it mwaxc(archiviato dall'mwaxgurl originale il 16 marzo 2008).
cite-note-33. ↑ mwaxwAlessio Ribaudo, mwax0Il super autovelox che multa anche chi guida al telefono, in mwax4Corriere della Sera, 21 marzo 2017.
cite-note-55. ↑ mway4mway8mwazaPASVC, su mwazeemax.poigps.com.
cite-note-66. ↑ mwazumwazymwazcErrori di misura negli autovelox a tecnologia radar, su mwazgztlmilano.it.
cite-note-77. ↑ Art. 3, comma l, lettera b) del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117.
cite-note-88. ↑ In attuazione dell'articolo 3, comma 1, lettera b) del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, pubblicato sulla G.U. il 23 agosto 2007
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Voci correlate
Altri progetti
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• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su autovelox
Collegamenti esterni
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• mwamaLIMITI DI VELOCITA', AUTOVELOX E SANZIONI, su aduc.it (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2009).
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